Ultima modifica: 10 maggio 2020
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42 anni dalla morte dello statista Aldo Moro

Questo è lo scopo dell’azione politica: assicurare quello che in linea di principio è assunto nella Costituzione, garantire il prestigio di ogni singolo cittadino, nella comunità nazionale.

Aldo Moro (Maglie, 23 settembre 1916 – Roma, 9 maggio 1978) è stato un politico, accademico e giurista italiano. Tra i fondatori della Democrazia Cristiana, ne divenne prima segretario (1959) e poi presidente (1976). Fu rapito il 16 marzo 1978 e assassinato il 9 maggio successivo dalle Brigate Rosse e in Via Caetani, nel bagagliaio di un’auto, veniva ritrovato il suo cadavere” (Pragma magazine)

 

Messaggio del presidente della Repubblica (23/09/2016)  link

 

“Questo è lo scopo dell’azione politica: assicurare quello che in linea di principio è assunto nella Costituzione, garantire il prestigio di ogni singolo cittadino, nella comunità nazionale. Da questo principio – indicato in tanti passi del pensiero di Moro – del prestigio e della dignità e del valore di ciascun uomo, di ciascun cittadino che compone il popolo, la comunità nazionale, si delineano due costanti del pensiero di Moro. Sono due componenti del suo pensiero, tante volte studiate e approfondite. La prima riguarda il tema dell’inserimento di tutti e sempre di più nella vita delle istituzioni; la seconda concerne il riconoscimento della società che cresce e vuol contare di più e il suo rispetto e il suo compiacimento per questo fenomeno.

I due elementi, l’inserimento nelle istituzioni e lo spazio alla società civile per consentirle di crescere, cioè lo spazio che compete alla società che cresce, in Moro sono legati indissolubilmente perché connessi appunto al valore umano dell’uno e dell’altro fenomeno. Si basano congiuntamente sul rispetto dei singoli e della società; sul loro apprezzamento e sull’importanza che essi si affermino”. (Sergio Mattarella, 2018)

 

 

 




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